Fondi Interprofessionali: un’analisi giuridica

Il contributo dell’avvocato Giuseppe Mosa, membro del Comitato scientifico del Centro Studi Unsic, affronta il tema della natura giuridica dei fondi paritetici interprofessionali per la formazione
continua, istituiti dall’art. 118 della legge n. 388 del 2000. Muovendo dall’analisi della disciplina normativa,
delle modalità di finanziamento e del sistema di vigilanza ministeriale, l’indagine ricostruisce l’evoluzione
della nozione di ente pubblico nel diritto costituzionale, amministrativo ed europeo, evidenziando
il progressivo superamento del criterio soggettivo a favore di una concezione funzionale della pubblicità.
Attraverso l’esame della giurisprudenza della Corte costituzionale, della Corte di Giustizia dell’Unione
europea, del Consiglio di Stato, del TAR Lazio e della Corte dei conti, nonché degli orientamenti dell’ANAC
e dell’AGCM, il lavoro dimostra come i fondi interprofessionali costituiscano soggetti formalmente privati
ma stabilmente inseriti nel perseguimento di finalità di interesse generale. L’articolo approfondisce la
qualificazione dei fondi quali organismi di diritto pubblico ai fini della disciplina dei contratti pubblici
e ne analizza la possibile riconducibilità alla categoria degli enti di diritto privato in controllo pubblico.
Particolare attenzione è dedicata alla natura pubblicistica delle risorse derivanti dalla contribuzione obbligatoria
dello 0,30%, al rapporto di servizio instaurato dai beneficiari dei finanziamenti e ai profili di
responsabilità amministrativo-contabile. Nella parte conclusiva si propone una ricostruzione dei fondi
interprofessionali come enti privati di amministrazione funzionale, collocati al crocevia tra autonomia
collettiva, amministrazione collaborativa e perseguimento dell’interesse generale, quali espressioni paradigmatiche
delle più recenti trasformazioni del diritto amministrativo contemporaneo